SiniS magazine 7

SiniS magazine 7

Oggi puntualizziamo meglio la posizione geografica del Sinis a beneficio di tutti quelli che seguono la nostra “rivista digitale” anche fuori da questo territorio.

Dovete immaginare la penisola del Sinis come una grossa portaerei, ormeggiata proprio dove il campidano settentrionale si tuffa nel mare, con due “torri di volo” una all’estremo nord (Capo Mannu) e una a sud (Capo San Marco).

Oggi il “Sinis” è identificato come sub zona storico geografica della Sardegna centro occidentale.
I suoi confini nelle mappe sono formati dal territorio di Cabras, San Vero Milis, Riola Sardo Narbolia, Nurachi e Baratili San Pietro. Ma tempo fa si intendeva definire Sinis i territori confinanti a mare o agli stagni dei comuni elencati sopra. Per esempio, per “su Sinis de Santeru” o su “Sinis de Arriora” si intendevano i territori di questi paesi (San vero Milis e Riola Sardo) che confinavano con le zone marine e paludose.

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SiniS magazine 6

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Il Sinis è una vera e propria miniera d’oro.

Ovunque ti sposti nel territorio, puoi trovare delle meraviglie naturali, storiche, artistiche e gastronomiche.

Che il mare del Sinis sia tra i più belli del Mediterraneo è un fatto assodato, ma la maggior parte dei visitatori e dei turisti ignora gran parte dei gioielli che la costa centro occidentale della Sardegna può offrire.
Il pane, i dolci tipici, il vino bianco “Vernaccia di Oristano” sono solo la punta di un immenso iceberg nascosto. Qui nel Sinis anche la frutta, la verdura e l’olio hanno un sapore indimenticabile.

Noi di “SiniS magazine” ci poniamo l’obiettivo di farvi conoscere ogni giorno una storia diversa.
Un luogo, un’azienda, una realtà turistica o culturale, tutto può essere raccontato e diffuso con il linguaggio del web e dei nuovi media.

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SiniS magazine 5

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Di Claudia Putzolu

Sono Claudia Putzolu, ho 30 anni, sono di San Vero Milis e amo il mare, soprattutto quello della marina del mio paese.

Mi piace nuotare, praticare lo snorkeling e quest’anno ho voluto scoprire uno degli sport acquatici che mi incuriosiscono: il sup.
È costituito da una tavola rigida e dalla pagaia che serve per remare. L’ho provata per la prima volta a S’Anea Scoada e sono andata verso i due archi accompagnata dalla mia GoPro per fare qualche scatto e qualche selfie… È facile da usare se non c’è tanto vento, puoi usarla seduta oppure inginocchiata e infine in piedi che è un po’ più difficile perché ci vuole molto equilibrio.

È indescrivibile l’emozione che ho provato salendo su quella tavola, iniziare a remare e navigare in quel mare cristallino, guardarlo dall’alto, rispetto a come ero abituata a vederlo mentre nuoto, cioè dal basso, forse è esagerato dirlo ma mi sentivo la regina del mare ed ero più euforica che mai nel vedere tutto ciò che senza sup non puoi vedere, calette nascoste e rocce stupende. Arrivo dove ci sono i due archi e lì rimango sbalordita dalla bellezza di quelle rocce, scolpite perfettamente dal vento e dal mare, di quell’acqua verde smeraldo e ho iniziato a fare tantissime foto, dopodiché sono passata in mezzo al primo arco e lì era stupefacente ciò che i miei occhi videro, in mezzo all’arco c’erano delle grotte così belle da fare rimanere a bocca aperta! Esco dagli archi e vedo l’altra facciata, quella che in passato ho fotografato dall’alto e io ero estasiata da tanta bellezza e la cosa più bella e forse un po’ egoista è che ero da sola con la mia amata GoPro a godermi tale spettacolo, mi sentivo un tutt’uno con il mare e per me era una gioia immensa che non vedo l’ora di riprovare.

Sto scrivendo questo articolo nel mese di novembre e non immaginate quanto mi manchi stare in mezzo al mare, nuotando senza supporto esterno e navigando con il sup, perché per un’amante del mare come me il mare è vita e anche se in modo illusorio e momentaneo, quando sto al mare, spariscono tutti i problemi e i pensieri un po’ storti che posso avere e in varie occasioni il mare mi ha salvata e non lo ringrazierò mai abbastanza per il benessere che mi dà, qualsiasi sport pratico e anche se l’inverno sembrerà lungo, sono sicura che l’estate arriverà più veloce che mai e me la godrò fino in fondo come ogni anno.

SiniS magazine Speciale

SiniS magazine Speciale

Pietro Madau è stato uno dei personaggi più conosciuti di San Vero Milis.

Nella giornata del primo novembre 2020 apprendiamo della sua scomparsa e gli dedichiamo questa copertina in segno di affettuoso ricordo.

Fin dalla giovane età si appassionò alla fisarmonica, il suo magico tocco sulla tastiera ha incantato intere generazioni di amanti della musi folk e di appassionati delle tradizioni popolari della Sardegna.

da YouTube – Pietro Madau:

https://youtu.be/Pietro Madau

SiniS magazine 4

SiniS magazine 4

In Sardegna da sempre si festeggiano i trapassati e i defunti con riti, feste e dolci tipici del periodo.
Spesso non pensiamo alla superiorità di una cultura millenaria, radicata e ricca.
Sicuramente gli attuali festeggiamenti snaturati in carnevalata consumistica, discendono dalle antiche tradizioni del mediterraneo e della Sardegna.
Pensateci prima di farvi coinvolgere in sarabande esterofile.