Gennaio nel Sinis

Gennaio nel Sinis

Oggi il Sinis era tutto un fermento. In questo periodo la raccolta del “Carciofo Spinoso Sardo DOP è al suo culmine.
I braccianti nei campi e lo sferragliare dei trattori che supportano l’attività cinaricola animano il paesaggio.

Il sole che ci ha visitato stamane avrebbe spinto chiunque, avesse avuto la possibilità di farlo, ad uscire di casa per assaporare quel tepore improvviso e inaspettato che ci ha sorpreso dopo giorni di nuvole e pioggia.
Ho deciso di recarmi nelle campagne del Sinis spingendomi fino al mare.
La campagna verde e le carciofaie ti attirano in un vortice di smeraldo.

Questo verde abbagliante e i campi coltivati sono in forte contrasto con le immagini stereotipate della Sardegna brulla e desertica delle spiagge assolate e polverose. Il Sinis in questo periodo è un inno alla freschezza e al lavoro dell’uomo che si esprime con questo tipico prodotto invernale, il carciofo.

A pochi passi da qui il rumore del mare e l’aria salmastra ti riportano alla mente le passeggiate estive e la vicinanza di una delle spiagge più belle della Sardegna.
Ti spingi oltre lasci il verde smeraldo dei campi e ti immergi nel colore del mare e della sabbia di quarzo dai colori infiniti.

Is Aruttas – Sinis di Cabras

Questo enorme tronco sulla battigia, al posto degli ombrelloni estivi, ci ricorda la forza della natura che dopo una mareggiata di maestrale ha spinto questo legno sulla spiaggia.

SiniS magazine 5

SiniS magazine 5

Di Claudia Putzolu

Sono Claudia Putzolu, ho 30 anni, sono di San Vero Milis e amo il mare, soprattutto quello della marina del mio paese.

Mi piace nuotare, praticare lo snorkeling e quest’anno ho voluto scoprire uno degli sport acquatici che mi incuriosiscono: il sup.
È costituito da una tavola rigida e dalla pagaia che serve per remare. L’ho provata per la prima volta a S’Anea Scoada e sono andata verso i due archi accompagnata dalla mia GoPro per fare qualche scatto e qualche selfie… È facile da usare se non c’è tanto vento, puoi usarla seduta oppure inginocchiata e infine in piedi che è un po’ più difficile perché ci vuole molto equilibrio.

È indescrivibile l’emozione che ho provato salendo su quella tavola, iniziare a remare e navigare in quel mare cristallino, guardarlo dall’alto, rispetto a come ero abituata a vederlo mentre nuoto, cioè dal basso, forse è esagerato dirlo ma mi sentivo la regina del mare ed ero più euforica che mai nel vedere tutto ciò che senza sup non puoi vedere, calette nascoste e rocce stupende. Arrivo dove ci sono i due archi e lì rimango sbalordita dalla bellezza di quelle rocce, scolpite perfettamente dal vento e dal mare, di quell’acqua verde smeraldo e ho iniziato a fare tantissime foto, dopodiché sono passata in mezzo al primo arco e lì era stupefacente ciò che i miei occhi videro, in mezzo all’arco c’erano delle grotte così belle da fare rimanere a bocca aperta! Esco dagli archi e vedo l’altra facciata, quella che in passato ho fotografato dall’alto e io ero estasiata da tanta bellezza e la cosa più bella e forse un po’ egoista è che ero da sola con la mia amata GoPro a godermi tale spettacolo, mi sentivo un tutt’uno con il mare e per me era una gioia immensa che non vedo l’ora di riprovare.

Sto scrivendo questo articolo nel mese di novembre e non immaginate quanto mi manchi stare in mezzo al mare, nuotando senza supporto esterno e navigando con il sup, perché per un’amante del mare come me il mare è vita e anche se in modo illusorio e momentaneo, quando sto al mare, spariscono tutti i problemi e i pensieri un po’ storti che posso avere e in varie occasioni il mare mi ha salvata e non lo ringrazierò mai abbastanza per il benessere che mi dà, qualsiasi sport pratico e anche se l’inverno sembrerà lungo, sono sicura che l’estate arriverà più veloce che mai e me la godrò fino in fondo come ogni anno.